HONORABLE MENTION WINNER OF PX3, Prix de la Photographie Paris

08-06-2017 15:53

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PINA CHIARANDÀ OF ITALY WAS AWARDED HONORABLE MENTION IN THE PX3 2017 COMPETITION.

PARIS, FRANCE
PRIX DE LA PHOTOGRAPHIE PARIS (PX3) ANNOUNCES WINNERS OF PX3 2017 COMPETITION.

Pina Chiarandà of Italy was Awarded Honorable Mention in Culture category for the entry entitled, " Istanbul ." The jury selected winners from thousands of photography entries from over 85 countries.

Px3 is juried by top international decision-makers in the photography industry: Carol Johnson, Curator of Photography of Library of Congress, Washington D.C.; Gilles Raynaldy, Director of Purpose, Paris; Viviene Esders, Expert près la Cour d'Appel de Paris; Mark Heflin, Director of American Illustration + American Photography, New York; Sara Rumens, Lifestyle Photo Editor of Grazia Magazine, London; Françoise Paviot, Director of Galerie Françoise Paviot, Paris; Chrisitine Ollier, Art Director of Filles du Calvaire, Paris; Natalie Johnson, Features Editor of Digital Photographer Magazine, London; Natalie Belayche, Director of Visual Delight, Paris; Kenan Aktulun, VP/Creative Director of Digitas, New York; Chiara Mariani, Photo Editor of Corriere della Sera Magazine, Italy; Arnaud Adida, Director of Acte 2 Gallery/Agency, Paris; Jeannette Mariani, Director of 13 Sévigné Gallery, Paris; Bernard Utudjian, Director of Galerie Polaris, Paris; Agnès Voltz, Director of Chambre Avec Vues, Paris; and Alice Gabriner, World Picture Editor of Time Magazine, New York.


ABOUT Px3:
The "Prix de la Photographie Paris" (Px3) strives to promote the appreciation of photography, to discover emerging talent, and introduce photographers from around the world to the artistic community of Paris. Winning photographs from this competition are exhibited in a high-profile gallery in Paris and published in the high-quality, full-color Px3 Annual Book.
Visit http://px3.fr
For Press Inquiries, Contact:
Press@px3.fr

About the Winner:

Contact Pina Chiarandà:
pina.chiaranda@gmail.com


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The new Squares, on Lens Culture

14-11-2015 08:37

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"I like to think of this as a series of photos of the new "Piazze D'Italia" of the Italian painter De Chirico : ambiguous , contradictory and somewhat disturbing scenarios. Dry trees, empty spaces that look inaccessible, ordered geometries that seem to hide unknown presences. Everything is suspended, still, like for the waiting for some revelation . Architecture is both the absence and presence, empty and full, as if everything was at the same time both a container and the contents on the inside . Through this appearant emptiness, and the modeling, we freely create all that lies inside us there : the thoughts , both sounds and silences, first and most important , the places where we still treasure our past mental experiences and our deepest feelings."
P. Chiarandà

"Mi piace pensare a questa serie di foto come a delle nuove "Piazze D'Italia" De Chirichiane: scenari ambigui, contraddittori e, a tratti, inquietanti. Alberi secchi, spazi vuoti che sembrano inaccessibili, ordinate geometrie che sembrano celare presenze. Il tutto è sospensione, immobilità, attesa di una qualche rivelazione.
L’architettura è assenza e presenza, vuoto e pieno, tutto si compenetra e tutto è, allo stesso tempo, contenitore e contenuto.
E' modellando ed attraversando il vuoto che creiamo liberamente tutto ciò che al suo interno si fa presenza: pensieri, suoni e silenzi ma, in primis, luoghi mentali dove custodiamo le esperienze e sensazioni più profonde ed intime."
P. Chiarandà


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Milan City Art, SPAZIO E, Alzaia Naviglio Grande 4, Milan

24-04-2015 16:07

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MILAN CITY ART, dal 2 al 15 maggio 2015

inaugurazione 2 maggio ore 17

In questi giorni non si fa altro che parlare di Milano e di una Esposizione Internazionale che dovrebbe essere promessa di una nuova prosperità, una promessa già in parte disillusa per gli scandali di cui si sono riempiti i telegiornali e le condizioni lavorative cui si sono dovuti piegare quelli che speravano in un semestre d'oro per le casse famigliari.
Lo Spazio E con questa mostra vuole riportare l'attenzione su quello che sarebbe dovuto essere uno dei cardini di questo semestre espostivo: la celebrazione di una delle città più affascinanti e rappresentative d'Italia.
Milano città storica, con i suoi famosi profili, dal Duomo alla Torre Velasca; Milano città del futuro, dal Portello e Piazzale Amendola con la nuovissima Torre Isozaki alla zona di Porta Garibaldi e Porta Nuova; Milano della moda patinata ma anche della capacità di rigenerarsi sempre grazie al genio trasformatore della sua popolazione cosmopolita.
Fotografie che parlano di una città in trasformazione ma ferma nei suoi ideali tradizionali di rigore e serietà, come nel caso di Fiorenzo Bordin e Susanna Serri. Suggestioni fotografiche che rimandano ad un'apertura sensitiva come nel caso di Pina Chiarandà, apertura che va oltre il limite del visibile con Valentina Carrera. Ivano Boselli esalta l'armonia curva delle architetture mentre Massimo Bruna le rende piatte con i suoi giocosi collage dove appaiano alcuni tra i simboli storici o commerciali di Milano. Oltre ogni diretto riferimento spaziale le tavole di Raffaele De Francesco, che descrivono una linea dell'orizzonte universale, dove si perde lo sguardo di ogni uomo in qualunque parte del mondo; eppure nei prossimi sei mesi, malgrado ogni critica, lo sguardo del mondo sarà sulla linea dell'orizzonte milanese.

Alessandro Baito

Orari:
dal martedì al sabato dalle ore 15.00 alle ore 19.00
domenica dalle ore 11.00 alle ore 19.00
Ingresso libero

In collaborazione con:
Zamenhof Art – Milano
Cooperativa Letteraria – Torino

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Premio Internazionale Il Segno 2014 / New exhibition coming up at Palazzo della Racchetta, Ferrara

Tra i finalisti del premio internazionale Il Segno 2014
Mostra: 26 luglio – 8 agosto 2014, Palazzo della Racchetta, Ferrara.
Evento inserito nel Ferrara Art Festival.
Catalogo: Editoriale Giorgio Mondadori.




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date: 28-06-2014 09:11

tags: Chiarandà, sicily,

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Le finestre dell'anima, Pina Chiarandà & Marie-Aimée Tirole, COMITE NATIONAL MONEGASQUE, 10 Quai Antoine 1er MC 98 000 MONACO

20-03-2014 20:03

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Le Comité de l'A.I.A.P. présente une exposition d'œuvres photographiques
d'un duo féminin: Marie-Aimée Tirole et Pina Chiarandà.
L'une donne à voir le corps de la femme comme une déclinaison de signes
graphiques à partir de cadrages inhabituels et en annulant presque la limite
entre le fond et le forme dans une atmosphère de teintes pâles et poudrées.

L'autre capte lors de ses voyages à travers le monde des détails d'architecture se
détachant avec un fort contraste -en noir et blanc ou en couleurs- comme autant
de signes qui racontent, d'une façon symbolique et même organique, l'histoire
de ceux qui vivent dans ces lieux aussi bien que la pensée créatrice de
l'architecte qui les a conçu.

A partir de thématiques qui sont à priori éloignées, les démarches de ces deux
artistes sont pourtant comme un reflet l'une de l'autre d'un point de vue formel
et par l'émotion que leurs œuvres sont susceptibles de provoquer, elles ont
d'ailleurs obtenu en novembre 2012 un prix ex aequo lors d'une exposition
intitulée ¨Il segno¨qui s'est tenue au Palais Zenobio à Venise.
A la suite de ce prix , une exposition a été conçue et présentée par Valentina
Carrera, curatrice, et Alessandro Baito ,critique, à la galerie Zamenhof à
Milan en Janvier de cette année.
Vous pouvez venir voir ces œuvres photographiques à l’Espace d’Art :
Comité Monégasque de l'A.I.A.P. auprès de l'U.N.E.S.C.O.
10 Quai Antoine 1er -1er étage- Port de Monaco
l'exposition est ouverte de 15 h à 19 h les 6,7,10,13 Mars ou sur rendez-vous
jusqu'au 15 Mars.



Nota critica di Marco Bonfitto

LE FINESTRE DELL’ANIMA
di PINA CHIARANDA’, fotografa e “story-teller”

Le opere in mostra sono una serie di stampe fine-art di formato medio/grande da cui emerge subito chiara l’essenza originale della sua visione. Costantemente presente è l’elemento architettonico “finestra”: possono essere quelle di un grattacielo newyorkese, oppure quelle di una facciata rinascimentale veneziana, o ancora quelle che alleggeriscono la struttura della Cattedrale di Barcellona… balza subito evidente che il lavoro curatoriale abbia precisamente seguito questo filo conduttore.
Tuttavia ritengo che queste visioni di Pina sfuggano a qualsiasi definizione: non si tratta di semplici fotografie di architettura, seppure l’emergenza architettonica sia sempre evidente ed abbia un valore: ragionare su questa base sarebbe riduttivo e inesatto. Il paesaggio urbano e l’elemento architettonico sono solo un pretesto usato da Pina per raccontare la presenza dell’Uomo: il paesaggio assume così valore antropologico come segno, “memoria” di un cambiamento. Non è determinante che l’immagine sia riferita alle esuberanti pareti finestrate della City piuttosto che a umili case d’una Venezia nascosta; che tendano a dar risalto prospettico alle folli forme pensate da un geniale architetto o piuttosto riprendano pietre semplicemente squadrate ma cariche di storia, calore e… fichi d’india della natia Sicilia. Tutte rimandano comunque alla presenza dell’uomo: non solo quando una donna compare a una finestra, o quando due lavavetri si perdono contro la sproporzionata superficie di un palazzo ma anche, anzi soprattutto, quando non c’è nessuno.
Marco Bonfitto

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Friends 4 Arts

20-03-2014 20:11

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"Nostalgica e retrò, soffusa di una luce bianca ed accecante, la Barcellona di Pina Chiarandà è sicuramente originale e fuori dagli schemi, lontana dai prepotenti colori che solitamente invadono i ritratti della capitale catalana.
Rende omaggio ad Antoni Gaudì scegliendo le sue costruzioni come oggetto privilegiato dei propri scatti: ne accentua la bellezza degli esterni con vertiginose inquadrature, concede frammenti interni esaltandone la struttura architettonica.
Le fotografie di Pina Chiarandà si concentrano in un gioco di dinamismo e stasi: la macchina è ferma, protesa spesso verso l'alto a carpire l’irregolarità, sinuosa e geniale di scale, volte e colonne.
Nel contrasto accentuato dal bianco e nero, la luce diviene protagonista: penetra dalle vetrate della Sagrada Familia, creando artifici luminescenti, fa capolino dal loggiato di Parco Güell, timida e insicura, illumina i tortuosi gradini della Pedrera.
Barcellona rimane sospesa nel tempo, incompleta come le opere che la rappresentano, velata di una malinconia che le appartiene, nonostante il fragore che la accompagna quotidianamente: con la sua visione intima e discreta di questa metropoli, Pina Chiarandà fa emergere nei suoi scatti l'anima più profonda della capitale catalana, immortalandone il viso senza trucco, secondo la sua filosofia di fotografa."

Pina_Chiaranda_.jpg

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